Il diario perduto di Jane Austen




Ebbene si, non potevo non parlare di lei: Jane Austen.
Come una ossessione, dopo aver letto Orgoglio e pregiudizio, sono andata alla ricerca di libri che parlassero di lei.
Questo non è un libro che continua le storie raccontate dalla Austen nei suoi romanzi, i cosiddetti sequel, bensì è una biografia romanzata, uno dei miei generi preferiti ultimamente.
Syrie James, l'autrice, fa credere al lettore ad un ritrovamento del diario personale di Jane Austen (di cui, purtroppo nella realtà non si ha nessuna vera notizia, in quanto fino ad ora non esiste nessun diario) in una soffitta della sua casa di Chawton, in cui lei, la madre e la sorella si trasferirono veramente nel 1809.





Chawton cottage
Sala da pranzo di Chawton cottage, con il tavolino di Jane
In questo diario Jane racconta i suoi sentimenti per il suo vero grande amore, Lord Ashford, e non Thomas Lefroy, come molti le hanno attribuito. Infatti in tutte le sue storie d'amore dei suoi romanzi, ritroveremo parti di questo amore sofferto.
Syrie James, basa la sua storia sulla leggenda che la Austen abbia amato segretamente un uomo incontrato a Lyme e che poi sia morto lasciando così ogni speranza di sposarsi per Jane.

Lord Ashford, non è realmente esistito, ma le località che la Austen visita nel romanzo, sono località reali in cui si è recata quando era in vita. Le parti di finzione e di realtà storica sono ben dosate e ben incastrate le une con le altre. Forse la fine e il motivo per cui finisce, non è molto plausibile e romantico e in stile Jane Austen, ma tuto sommato è un libro che si divora in un attimo per le appassionate del genere.

Il Cobb di Lyme Regis

Tutto inizia con una gita fuori porta a Lyme Regis, località balneare tipica di quegli anni (1800), e con una passeggiata sul Cobb, una specie di molo, in cui Jane scivola da una ripida scalinata e viene prontamente sorretta e salvata da un gentiluomo, Lord Ashford, con cui c'è un immediato feeling, come si direbbe ai giorni nostri.
Chi conosce i romanzi, si sarà accorto che tutto ciò ricorda Persuasione, e la brutta caduta di Louisa Musgrove.


I due per tutto il libro si rincorrono, in località celebri e in fatti celebri nella vita di Jane Austen, e si innamorano perdutamente, ma noi sappiamo che la protagonista non si è mai sposata, quindi per tutto il 
racconto io aspettavo il colpo di scena che
mettesse fine a tutto.
La scalinata del Cobb
Bellissima, a mio parere, è la scena della gita a Netley Abbey, un monastero abbandonato vicino a Southampton, in cui Jane Auten inventa una storia per intrattenere i suoi amici e in cui si avvicina ancora di più a Lord Ashford.

Netley Abbey
Silhouette di Jane
Copertine internazionali del libro

Quando cadono gli angeli

di Tracy Chevalier.


Dopo "la ragazza con l'orecchino di perla" torna Tracy Chevalier, con il suo stile perfetto per i romanzi storici ti catapulta negli anni del primo novecento.
Il libro è scritto come un diario, ogni capitolo ha come narratore uno dei personaggi.
Kitty Coleman: imprigionata in un matrimonio che non la soddisfa, ne come moglie, ne come madre.
Maude Coleman: figlia di Kitty che è in cerca di un'amica.
Gertrude Waterhouse: una donna conservatrice, felice della sua vita e della condizione della donna in quegli anni.
Lavinia e Ivy May Waterhouse: figlie di Gertrude, Lavinia è petulante e iper-sensibile. Ivy May è silenziosa ma quando parla la ascoltano tutti.
Poi ci sono Richard Coleman, Albert Waterhouse e Mr Jackson, il direttore del cimitero.






Egyptian Avenue
Il cimitero di Highgate è il vero protagonista di questa storia, che vede intrecciarsi tra i suoi viali, le varie storie dei personaggi.


Il cedro del Libano
"Highgate cemetery"
Il cedro del Libano, Egyptian Avenue, le urne e l'angelo dormiente, sono tutti luoghi e statue 
esistenti nel cimitero di Londra.



A fare da sfondo il secolo Novecento e le sfilate delle suffragette, che ridanno a Kitty la voglia di vivere e combattere.
Il movimento delle suffragette sarà lo stimolo che riporterà la vita noiosa e apatica di Kitty alla ribalta. Nel romanzo incontriamo tra le altre anche Emmeline Pankhurst, la leader del gruppo, se così si può dire.

Emmeline Pankhurst
Leader delle suffragette
Trama: 
Alla fine del primo mese di gennaio del Novecento, gli inglesi sono tutti vestiti di nero. La Regina Vittoria è morta e il XIX secolo, il secolo della gloria dell'Impero, se n'è andato con lei... Straordinario ritratto di un'epoca in cui le prime automobili sostituiscono i cavalli e l'elettricità soppianta l'illuminazione a gas, Quando cadono gli angeli ci riporta ai sogni e alle disillusioni della breve e dorata stagione edoardiana attraverso le accorate vicende di due famiglie, i Coleman dell'inquieta Kitty e i Waterhouse dell'irreprensibile Albert, che, contro la stessa volontà dei protagonisti, sono ineluttabilmente destinate a incrociarsi.

Statue nel cimitero di Highgate di Londra
L'angelo dormiente nel cimitero di Highgate


Romancing Miss Brontë

di Juliet Gael.

Era parecchio tempo che volevo approfondire la figura di Charlotte Brontë, così quando ho trovato questo libro mi sono subita immersa nella lettura.

Il libro è una biografia romanzata della vita di Charlotte, una delle tre sorelle Brontë, ed inizia con l'arrivo del curato Nicholls a Haworth, il villaggio nello Yorkshire in Inghilterra dove vivono appunto le tre sorelle, il padre Patrick e il fratello Branwell.
Il padre era il reverendo della canonica del paese, e la famiglia viveva nella povertà, questo non ha fermato il genio creativo delle tre sorelle che in pochi anni hanno scritto capolavori come: Jane Eyre, Cime tempestose, Il professore...


Il romanzo è ben scritto e catapulta subito il lettore nel modo di vivere di questa famiglia, dei suoi problemi, dei suoi drammi. Il punto di vista è quello di Charlotte, la protagonista, che racconta le sue impressioni e di come, grazie alla scrittura, riesce ad evadere dalle sue giornate fatte di impegni domestici, stenti e sottomissione. Essendo donna, al tempo, la vita ti riservava ben poche emozioni. Charlotte era consapevole di questo, e condivideva tutto tramite lettera con le sue amiche e confidenti. Intrappolata in una vita monotona e priva di amore (il padre neanche si accorgeva delle tre figlie), la scoperta della scrittuta dona, inizialmente alle tre sorelle l'ebrezza di vivere. 


Ritratto delle sorelle Bronte,
dipinto dal fratello Branwell
Pubblicano una raccolta di poesie, che venderà due sole copie, con pseudonimi maschili, e poi ognuna delle tre scriverà un romanzo, dettato dalle esperienze personali vissute. Charlotte scriverà dell'amore travolgente, provato per il suo professore quando studiava a Bruxelles, in Il professore. Emily scriverà Cime tempestose, in cui i tratti forti e decisi del suo carattere sono ben visibili. Anne scriverà Agnes Grey che non goderà di molta fortuna, perchè offuscato da Cime tempestose.
Charlotte Brontë
Da qui in poi la famiglia sarà devastata dalle perdite, prima il fratello Branwell per tubercolosi, poi Emily e in fine Anne. 
Charlotte si ritrova sola in una grande casa triste e inizia a scrivere Jane Eyre, che la porterà alla notorietà e alla rivelazione delle sua identità, non un uomo ma una donna si nasconde dietro il genio compositivo.


Nel libro le atmosfere e le vicissitudini della vita sono frequenti e ben descritte; la vita in casa, il rapporto tra le sorelle e con la campagna inglese. Sono bellissime le descrizioni degli ambienti, dai paesaggi naturali agli ambienti della casa della famiglia Brontë, che qui potete visitare e vedere per farvi un'idea.


Keeper il cane della famiglia
La notorietà come scrittrice modifica la vita di Charlotte e la porta a frequentare i salotti di Londra, grazie al suo editore, per il quale si prenderà una piccola cottarella.
Ma questo non basterà a Charlotte per sentirsi viva ed appagata, la pubblicazione di Shirley e di Villette, porterà schiere di curiosi ad avventurarsi nel villaggio dove vive Charlotte  solo per poterla incontare.


La casa della famiglia Brontë
In tutto questo tempo il rapporto tra Charlotte e Arthur Bell Nicholls, il curato della canonica, evolve in un dolce sentimento che sfocerà poi nel matrimonio nel 1854. La descrizione della loro luna di miele è molto dolce e bella. Finalmente conosce l'amore, non quello con la A maiuscola e con la passione, ma Charlotte sente di non essere più sola, si sente amata e importante per qualcuno, e questo le basta. Assapora solo per un breve attimo la vita che non sapeva neppure di desiderare.


Charlotte Brontë
Arthur Bell Nicholls




















Purtroppo, durante l'anno successivo, il 1855, morirà di tubercolosi e di stenti in dolce attesa di un figlio.


Foto di Charlotte nel 1854


Ritorno a Riverton Manor

di Kate Morton.




Questo è già il terzo romanzo di Kate Morton che leggo, e ognuno mi ha stupito per la magistrale bravura con cui intreccia le trame fra di loro.

"Ritorno a Riverton Manor" (originariamente "The shifting fog") è il primo romanzo che scrive, ed anni fa era già stato tradotto in Italia, ma era passato in sordina.
Dopo il successo del libro "Il giardino dei segreti", di cui ho già scritto la recensione, in Italia è uscito anche "Una lontana follia" e per l'appunto la ristampa di "Ritorno a Riverton Manor".


Copertina della
prima edizione in Italia



Il libro è ambientato più o meno nel periodo tra le due guerre mondiali in Gran Bretagna, dico più o meno perché, come quasi tutti i libri che amo, la storia è raccontata ai giorni nostri e rievoca fatti di tempi passati.
La protagonista, nonché narratrice è Grace, la cameriera personale di Hannah, una giovane nobile di una antichissima casata inglese, gli Hartford, di cui per tutto il libro vengono narrate le vicende, personali e non e i segreti.

Il bello di questo libro è secondo me l'ambientazione, una antica villa in cima ad una collina, dove noi possiamo seguire le abitudini, sia della servitù che dei nobili dell'epoca. La vita quotidiana è scandita regolarmente dalle faccende di casa e dai doveri, e nel libro si capisce benissimo il tenore di vita di entrambe le parti sociali tirate in causa.
Le descrizioni degli ambienti sono fantastiche, ben scritte e dettagliate.

Nelle mie ricerche, ho trovato, grazie ad un passo del libro dove viene descritta la villa di Riverton,

 "Riverton Manor, Saffron Green, Essex: An early Elizabethan farmhouse designed by John Thorpe, Riverton Manor was ‘gentrified' in the eighteenth century by the eighth Viscount of Ashbury who added two bays, transforming the house into a graceful manor. In the nineteenth century, when countryhouse weekends became popular, Riverton again underwent conversion at the hands of architect Thomas Cubitt: a third level was built to incorporate more guest accommodation; and, in keeping with the Victorian preference that servants remain invisible at all times, a rabbit warren of servants' rooms was added to the attic, along with back stairs leading directly to the kitchen."
la villa da cui forse l'autrice ha preso spunto.
Si chiama Audley End House, è nell'Essex ed è stata disegnata da John Thorpe.
Audley End House oggi
Mappa Audley End House

Dalla mappa qui sopra, cercando punti in comune con il romanzo, si vede anche il lago dove Robert Hunter potrebbe essersi suicidato.

Qui il sito ufficiale della villa.


Trama:

Riverton Manor, estate 1924. Il mondo dorato dell'aristocratica famiglia inglese degli Hartford è scosso da uno scandalo: durante la festa di inaugurazione della loro dimora di campagna, presso il lago della tenuta viene ritrovato morto, con una pistola in mano, il giovane poeta Robert Hunter. Suicidio? Uniche testimoni del fatto le sorelle Hannah ed Emmeline Hartford, che da quella tragica notte non si parleranno mai più. Settant'anni dopo una produttrice americana, decisa a realizzare un film sull'episodio, chiede aiuto a Grace Bradley, entrata ancora adolescente a servizio dagli Hartford e l'unica a conoscere la verità su quanto è realmente accaduto quella notte. Sopraffatta dal dolore e dai ricordi Grace, ormai quasi centenaria, rievoca la propria lunga vita e le vicende dei giovani Hartford, dei quali era diventata amica e confidente: David, morto al fronte; Hannah, geniale e brillante, andata in sposa a un ricco americano che non amava; Emmeline, bella e capricciosa. E l'enigmatico Robert, del quale entrambe le sorelle erano segretamente innamorate...

La cosa che mi ha entusiasmato più di tutte è che mentre leggevo questo romanzo mi sono imbattutta nella pubblicità di un telefilm che sarebbe andato in onda di li a poco. Era la seconda stagione di Downton Abbey. Ovviamente mi sono vista tutta la prima stagione in tempo per godermi la seconda, ma la cosa bellissima è che i fatti, i personaggi e gli avvenimenti sono molto simili sia nel tele film che nel romanzo che stavo leggendo, infatti alcune volte me li confondevo.



Il telefilm è ambientato a sua volta a Highclere Castle, un meraviglioso castello in cui è stata girata la serie, sia gli interni che gli esterni.


Highclere Castle
Highclere Caste and gardens
Alcune copertine del libro

High & dry primo amore

di Banana Yoshimoto.


Già dalle prime righe si sente subito l'atmosfera e lo stile leggero di Banana Yoshimoto.

La protagonista del libro, Yuko, una quattordicenne, racconta le sue sensazioni, i suoi ricordi e le sue emozioni in prima persona, e la seguiamo nella scoperta del primo amore.
Ma non solo: Yuko è figlia unica, il padre lavora in America ed è lontano dalla famiglia per tutto l'anno, la madre è affettuosa ma solitaria, quindi Yuko è abituata a fare tutto.
La ragazzina inoltre è molto sensibile ed enpatica e pensa di vedere delle presenze strane, quasi degli spiritelli magici.
Mi hanno ricordato gli spiriti in "Princess Mononoke".


Soffre della distanza del padre ed ha una grande passione, il disegno, Kyu.
Grazie a queste due cose, Yuko si innamora del suo insegnate di disegno ed inizia a frequentarlo dopo aver lasciato il corso di disegno.

Tutto è raccontato in modo delicato e con molti aneddoti e riflessioni personali.

La trama è di una semplicità disarmante, come un pò tutte quelle di Banana Yoshimoto, in pratica racconta solo dei giorni che passa con il suo ragazzo e del primo amore.

Rispetto agli standard a cui ero abituata della Yoshimoto, sono rimasta un poco delusa, anche se le atmosfere e la natura arrivano dritte al cuore.

Il libro dei profumi perduti

di M. J. Rose.


Questo libro mi ha subito attirato sullo scaffale, un po' per la copertina, e un po' anche per la trama che ho letto subito dopo. Sul risvolto di copertina c'erano tutti gli elementi che mi piace trovare in un libro: è una storia ambientata in Francia, tra passato e presente, la vicenda passa da un personaggio all'altro (un po' come in un diario), e soprattutto c'è in ballo un LIBRO!

All'inizio è un po' confusionario, diciamo che i personaggi presentati, sono troppi per riuscire a collegarli, quindi ci si sente un pò spaesati e persi tra le pagine. Ci vuole più di una buona metà del libro prima di entrare nel vivo e di sentirsi coinvolti.



Trama:

Jac L'Étoile è da sempre in fuga dal passato. Ultima erede di una grande e decaduta famiglia di profumieri francesi, è tormentata dal ricordo di un amore perduto e da misteriose visioni innescate dalle fragranze esotiche che respira fin da bambina. Per liberarsene è fuggita a New York, dove lavora come studiosa di mitologia e autrice televisiva. Ma il passato riemerge quando il fratello Robbie, deciso a tentare il tutto per tutto pur di risollevare le sorti della famiglia, le annuncia di aver ritrovato un antico testo, "Il libro dei profumi perduti", e alcune tracce del leggendario profumo delle anime gemelle, un'essenza in grado di risvegliare memorie di vite trascorse e fornire così la prova della reincarnazione. È l'inizio di un'avventura che costringerà Jac a fare i conti con i propri fantasmi e ad affrontare oscuri nemici per i quali la posta in gioco non sono i sentimenti, ma il potere. Dall'Egitto di Cleopatra alla Francia rivoluzionaria, dalle montagne del Tibet alle catacombe di Parigi, "Il libro dei profumi perduti" è un thriller dell'anima, un susseguirsi di intrighi, passioni e colpi di scena.


I personaggi sono molti, ma forse quelli che ho sentito di più come protagonisti sono stati Jac e Robbie L'Etoile:
sorella e fratello, sono profumieri da infinite generazioni ed hanno una profumeria, se così banalmente si può chiamare, in Rue de Saint-Pères a Parigi. 
Il negozio è annesso alla villa di famiglia, ed il tutto è ovviamente in stile rococò con innumerevoli descrizioni dei vari oggetti antichi he contiene la magione, quali per esempio l'organo da profumiere.




Nel giardino c'è un labirinto, dove al centro c'è un obelisco egizio e un passaggio per le catacombe di Parigi. Il labirinto mi ha ricordato un po' quello che compariva nel film "Profumo, storia di un assassino", che ho scoperto essere a Barcellona.
Labirinto del film "Profumo, storia di un assassino"

L'obelisco collega l'anima egizia del libro, perchè gli antenati dei L'Etoile in Egitto hanno trovato questo fantomatico vaso contenente una fragranza che sembra indurre a ricordare le vite passate.


Film "Profumo, storia
di un assassino"
Del vaso rimangono solo dei frammenti e Robbie e Griffin (Ex fidanzato di Jac) cercano di decifrare le iscrizioni egizie per risalire alla ricetta degli ingredienti per creare questa fragranza che porta in uno stato di trance e fa ricordare le vite passate di una persona.


Dalai Lama
Infatti nel libro si parla anche di reincarnazione e ovviamente del Tibet e del Dalai Lama.

I vari personaggi e i luoghi ad essi collegati, passano da uno all'altro in modo molto ben combinato e studiato.





Cina, New York e Parigi le tre location principali.
Parigi è quella più presente e meglio descritta.
Alcune scene sono ambientate nelle catacombe di Parigi dove si respira il clima di ansia e tensione grazie alle descrizioni delle sensazioni di Jac.


Entrata catacombe di Parigi

Un'altro punto a favore del libro, sono le scene di ricordo (allucinazione) che ha Jac quando annusa la fragranza segreta. La donna grazie a questo profumo rivive le sue vite anteriori sotto forma di ricordi. Infatti si capisce che ha avuto ben due vite prima della sua: una nell'antico Egitto e una in Francia in una sua antenata, Marie-Geneviève. Queste scene danno respiro alla storia e creano delle finestre temporali molto belle.

Oltre alla trama principale del libro, si può anche gustare una discreta storia d'amore riscoperto tra Jac e Griffin; unica nota un pò fantasiosa è l'amore dei due che passa i vari secoli.

Tutto sommato un libro ben scritto, anche se ci si aspettava di più vista la trama e la bella copertina.
Comunque questo è l'ultimo libro scritto dall'autrice, speriamo in una traduzione italiana degli altri libri.



Moshi moshi

di Banana Yoshimoto.



Ogni anno Banana Yoshimoto sforna nuovi libri, o meglio, se leggete la data della prima pubblicazione del libro, la Feltrinelli, ogni anno stampa i libri di Banana Yoshimoto, e di questo sono molto grata, visto che è una delle mie autrici preferite.

Purtroppo però, questo libro ha un po' mancato le aspettative dei lettori abituali della Yoshimoto, abituati da "Kitchen", all'atmosfera familiare, struggente e intensa dei drammi nei suoi libri.


All'inizio ho fatto un po' fatica ad appassionarmi ai luoghi, ai fatti e ai personaggi, ma alla fine, proprio alla fine il quartiere di Shimokitazawa entra a far parte della tua passeggiata serale.


Shimokitazawa, è il quartiere protagonista di questo libro, non Yoshie e sua madre (infatti il nome della ragazza compare dopo un po' di pagine).



Shimokitazawa
Shimokitazawa è un quartiere di Tokyo considerato il quartiere dei giovani hippies. L'atmosfera è simile ad Harajuku, con viette pedonali, negozi e molti ristorantini.

Il ristorante "Les Liens" dove ha lavorato la protagonista, è realmente esistito, e qui troverete una piccola descrizione.


Il quartiere è descritto nei suoi angoli più caratteristici grazie alle protagoniste, madre e figlia,  che girano per tutti i locali e li descrivono attraverso i piatti e le bevande.


In generale tutto il libro ha un'atmosfera tranquilla, lenta e molto improntata sui sentimenti e le sensazioni provate dai protagonisti. All'inizio si fa un po' fatica ad abituarsi a tutto questo, ma poi, proprio come Yoshie, ci si sente parte del quartiere e dei suoi ingranaggi.


Les Liens Brasserie
Il locale dove lavora Yoshie

Molto bello il modo in cui descrive il ciliegio del quartiere e di come la protagonista si sente legata ad esso.



Trama:

Dopo aver perso il padre in quello che ha tutta l’aria di essere stato un doppio suicidio d’amore, Yoshie si trasferisce dalla sua casa di Meguro a un minuscolo e vecchio appartamento a Shimokitazawa, un quartiere di Tokyo famoso per le sue stradine chiuse al traffico, i ristoranti, i negozietti, nonché meta degli alternativi della capitale. Qui Yoshie spera, aiutata dall’atmosfera vivace, di superare il dolore e dare una nuova direzione alla sua vita. Un giorno, però, sua madre le si presenta a casa all’improvviso con una borsa Birkin di Hermès e qualche sacchetto. Inizia così una bizzarra convivenza che unisce le due donne lungo il percorso di elaborazione del lutto che le ha colpite, le pone di fronte a verità inaspettate, le aiuta a scorgere fiochi lumi di speranza nel buio di una quotidianità ferita.Moshi moshi – “pronto” al telefono – è il racconto di una rinascita, la favola delicata e struggente della vita di un quartiere, la storia di una madre, di una figlia, di un grande dolore e di qualche piccola felicità inattesa.

dal sito Feltrinelli.



もしもし下北沢
la cover del libro giapponese



Anche se non è tra i migliori libri della Yoshimoto, è comunque nel suo stile leggero e toccante e piano piano fa parte di te anche questo libro.